Visita al birrificio Pilsner Urquell a Plzen


In occasione del recente viaggio a Praga, Francesco e Imma hanno deciso di partecipare ad un tour guidato nella celeberrima fabbrica della birra Pilsner Urquell, nella città di Plzen situata a 90km dal capoluogo boemo. Un tour di due ore circa, con guide in lingua inglese, francese, russa e spagnola ogni 45 minuti, in cui si è illustrato tutto il procedimento della realizzazione di quella che oggi chiamiamo comunemente “birra bionda” e che ha avuto origine qui molti secoli fa…

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Il ticket di 7 euro e 50 comprendeva anche una degustazione di birra direttamente spillata dalla botte, non filtrata e non pastorizzata. Ma andiamo con ordine: l’arrivo a Plzen in treno da Praga è previsto alle 13.50 e una volta usciti dalla stazione centrale, accompagnati da una pioggerellina fastidiosa, ci avviamo verso la fabbrica segnalata da grossi cartelli che ci indicano la strada. C’è anche un gruppo di spagnoli che ci chiede info sui costi del biglietto e ci segue fino all’entrata. L’ingresso visitatori sembra la hall di un albergo di lusso, con tanto di albero di Natale addobbato. Alla reception la signorina ci annuncia che la prossima visita guidata in lingua inglese è alle 15.45 e quindi nel frattempo abbiamo il tempo giusto per andare a mangiare (e BERE!) qualcosa nel ristorante PILSNER URQUELL, uno dei ristoranti con più coperti di tutta Plzen (circa 200).

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Il ristorante si chiama Na Spilce ed è abbastanza pieno e si respira un’aria di festa, su ogni tavolo ovviamente sono presenti almeno un paio di boccali di birra bionda e noi non possiamo far altro che ordinare i primi calici! Il tutto contornato da un’ottimo gulash di Plzen con gnocchi di Karlovy Vary, del pane con formaggio cremoso aromatizzato alle erbe mentre Imma preferisce optare su un classico Bretzel.

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Sono quasi le 15.30 e purtroppo dobbiamo lasciare l’atmosfera gioconda del ristorante Na Spilce e dirigerci all’entrata del padiglione visitatori. Qui incontriamo una famiglia di 4 persone svedesi che farà il tour in lingua inglese insieme a noi. Dopo una breve presentazione la guida inizia a parlarci della data di fondazione della fabbrica, il 1842 ad opera di un tedesco venuto in boemia a cercare fortuna, entriamo nel pulmanino personalizzato con il logo della fabbrica che ci porterà in giro per i vari padiglioni dove si produce la birra.

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Eccoci nel padiglione dove avviene la selezione delle bottiglie. In un ora passano su questi nastri oltre 120 mila bottiglie. Quelle che presentano imperfezioni vengono subito scartate.

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Successivamente avviene l’imbottigliamento e la tappatura ed etichettatura ed un nastro trasporta il tutto per l’inscatolamento.

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Stiamo ora per entrare nella sala degli “elementi”, si perchè la birra bionda come la intendiamo noi oggi altro non è che l’incrocio tra i seguenti elementi: orzo, acqua, lievito e luppolo. Ogni elemento ha un suo stand dove è possibile “toccarlo con mano” nel vero senso della parola, come potete vedere dalle foto seguenti.

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Infine dopo un altro spostamento con il pulmanino marchiato Pilsner Urquell, entriamo in un tunnel che ci porta nel sottosuolo fino a 12 metri sotto il livello del terreno, qui ci sono le cantine dove viene messo a fermentare in grosse botti in rovere il pregiato “nettare luppolato”. Nei primi 7 giorni viene misurata costantemente la temperatura e viene segnata con dei gessetti sul legno stesso. Un’altra particolarità è che le botti sono scoperchiate e la fermentazione avviene al contatto con l’aria.

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In effetti si sente abbastanza l’umidità e il freddo qui sotto. La guida ci annuncia che è presente un ulteriore piano sotterraneo a 24 metri sotto il livello del terreno! L’acqua viene presa dal sottosuolo, la chiamano “soft water” e dopo un processo di purificazione viene utilizzata per produrre birra, è naturale quindi che nei supermercati così come nei locali l’acqua costi più della birra! A questo punto della visita avviene la degustazione con spillatura direttamente da una botte… una birra non filtrata e non pastorizzata di una bontà indescrivibile… c’è silenzio nella saletta degustazione, siamo tutti assorti e in contemplazione…

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La visita si conclude infine nel negozio souvenir a tema, dove è possibile acquistare lattine di birra appena confezionate, gadgets, souvenir, abbigliamento ecc…

Alla fine della giornata siamo rimasti stupiti dal modo in cui hanno organizzato il tutto, dal semplice pulmanino marchiato, alla commercializzazione di gadgets, al marketing online e non, al ristorante tipico in loco e dalla facilità di raggiungimento della fabbrica. Sicuramente un modello da cui prendere spunto anche qui in Italia…

PROSIT!

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